Per vivere la preghiera
- Ogni cristiano, fatte salve le indicazioni comuni, contenute nelle Sante Scritture, è chiamato a scoprire il suo specifico modo di pregare.
Il regno di Dio non è questione di parole, concetti, schemi umani, ma un evento potente (cfr. 1Cor 4,20). Non è semplicemente un modo di vedere la vita, ma un’energia trasformante che invade il cuore, la mente e la volontà di chi l’accoglie. Una forza, dunque, limitata solo dalla nostra disponibilità, liberamente accordata.
Il brano degli Atti da cui è presa la citazione narra nel processo intentato dal Sinedrio a carico di Pietro e Giovanni dopo la guarigione del paralitico alla porta Bella del tempio. Siamo alle prime avvisaglie della persecuzione che i capi del popolo intenteranno contro la piccola comunità cristiana nascente. Gesù l’aveva predetto senza possibilità di equivoco: “se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,20). Quando Pietro e Giovanni, finalmente rilasciati, tornano nella comunità, elevano a Dio la supplica per essere difesi in futuro dai nemici. Detto fatto, una nuova Pentecoste li sorprende: pieni di Spirito – e liberati dal timore –, viene donata loro la parresia, la Parola di franchezza. Nel passo in esame particolari meritano di essere notati, in quanto preziosissimi per comprendere meglio il mistero dell’orazione.
Quì troverai dei piccoli "bocconcini spirituali" che ti aiuteranno a nutrire l'anima. Forse non ci hai mai pensato, ma per curare il tuo corpo vai dal dottore, in palestra, al mare, dagli amici..., per la mente vai a scuola, fai un master, oppure vai dallo psicologo o dallo psichiatra. E per la tua anima? Hai mai pensato che anche l'anima ha bisogno di cura e nutrimento?
Tu sei un essere spirituale, indipendentemente dalla tua fede, non è possibile trascurare questa parte di te, pena l'infelicità.
Ti indicherò una strada semplice e quotidiana per prenderti cura della tua anima e, se vuoi, puoi provarci. E' una strada ispirata a Guido II, il Certosino (†1188) ed è stata recentemente riproposta da Giovanni Forlai.
La lectio divina è la medicina che rende sana l’anima: ne opera la diagnosi, somministra la cura e stabilisce la prognosi. La scrittura pregata e memorizzata – anche senza la smania di capire tutto, purifica il cuore e prepara l’anima a vivere con amore la celebrazione Eucaristica. La lectio crea in noi il nido in cui si posa la colomba dello Spirito. La parola è un dono. Non c’è nulla da sborsare. Si aprono le mani per ricevere una misura traboccante e immeritata. La lectio, non si finirà mai di sottolinearlo, nella sua forma comunitaria è il vero motore di rinnovamento delle nostre comunità. Un gruppo di credenti che studia e prega la parola insieme fa veramente la differenza, più di tanti frustranti progetti pastorali.
Ti aspetto prossima settimana per cominciare il percorso.
Per approfondimenti: SPUNTIni per l’anima