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sabato 13 settembre 2025

Le parole sono finestre oppure muri: capitolo 6


Ci siamo già occupati delle prime tre componenti della comunicazione non violenta, che riguardano quello che osserviamo, quello che sentiamo e ciò di cui abbiamo bisogno. Abbiamo imparato a fare questi passi senza criticare, analizzare, incolpare né diagnosticare gli altri e a fare questo nel modo più adatto a generare l’empatia.

sabato 6 settembre 2025

Le parole sono finestre oppure muri: capitolo 5

 



Nel quarto capitolo abbiamo cercato di sviluppare un vocabolario dei sentimenti che ci permetta di descrivere le nostre emozioni con chiarezza e specificità. Ora proviamo ad assumerci la responsabilità dei nostri sentimenti con la terza componente della comunicazione non violenta

venerdì 8 agosto 2025

Le parole sono finestre oppure muri: capitolo 4


Nel terzo capitolo abbiamo detto che l’osservazione è la prima componente della comunicazione non violenta. Bene!  La seconda componente necessaria per esprimere noi stessi sono i sentimenti. Sintetizzando:

  1. Osservare senza valutare
  2. Esprimere come ci si sente, ossia i propri sentimenti

Sviluppando un vocabolario di sentimenti che ci permetta di descrivere le nostre emozioni con chiarezza e specificità possiamo connetterci più facilmente l’uno con l’altro. Permettere a noi stessi di mostrarci vulnerabili esprimendo i nostri sentimenti, può aiutarci a risolvere i conflitti. La comunicazione non violenta distingue l’espressione dei sentimenti veri e propri da quelle parole e quelle affermazioni che descrivono pensieri, considerazioni ed interpretazioni.  

Esempio: 

Una moglie si sente sola e vorrebbe un contatto maggiore con il marito, più attenzioni. La signora afferma: “Mi sembra di vivere con un muro, glielo dico sempre”. Ma “Mi sembra di vivere con un muro” non è il modo migliore per portare i suoi sentimenti e i suoi desideri all’attenzione del marito. È più probabile che siano sentiti come una critica piuttosto che come un invito a mettersi in relazione. Tali affermazioni, inoltre, spesso portano a profezie che si auto avverano. Un marito che si sente criticato perché si comporta come un muro, è risentito e scoraggiato e non reagisce, il che conferma l’immagine di muro che la moglie ha di lui. 

COME SI FA? 

Esercizio pratico:

Prova a costruire il vocabolario dei tuoi sentimenti.

Per esprimere i sentimenti è utile servirsi di parole che fanno riferimento ad emozioni specifiche, piuttosto che parole vaghe o generiche che impediscono all’interlocutore di connettersi facilmente con i sentimenti che stiamo davvero provando. Ti indico una piccola lista di sentimenti per aiutarti ad accrescere il tuo potere nel mettere in parole i sentimenti e nel descrivere in modo chiaro un’intera gamma di situazioni emotive:

  • a mio agio
  • affascinato 
  • affettuoso 
  • agitato 
  • allegro 
  • amichevole 
  • baldanzoso 
  • appagato 
  • brillante
  • interessato 
  • ispirato
  • fiducioso
  • frizzante
  • gaio

E adesso continua tu, trova le tue parole per esprimere i tuoi sentimenti  ….

Se vuoi, fammi sapere com'è andata

Puoi sempre approfondire attingendo direttamente all’autore: “Le parole sono finestre oppure muri di Marshall B. Rosenberg” ed. Esserci. 

La prossima settimana ti racconterò il quinto capitolo: “Prendersi la responsabilità dei propri sentimenti”.


venerdì 1 agosto 2025

Le parole sono finestre oppure muri: capitolo 3




L’osservazione e la valutazione sono elementi importanti della comunicazione non violenta soprattutto quando desideriamo esprimere ad un’altra persona come ci sentiamo con chiarezza e onestà. Infatti se mescoliamo l’osservazione e la valutazione, riduciamo la probabilità che gli altri sentano e capiscano quello che vogliamo dire. È importante non mescolare ciò che vediamo con la nostra opinione, solo così ci salveremo dalla confusione. La prima componente della comunicazione non violenta comporta proprio la separazione dell’osservazione dalla valutazione. Quando combiniamo questi due elementi, gli altri saranno meno propensi ad udire una critica e opporranno resistenza a quello che diciamo. La comunicazione non violenta è un linguaggio di processo che scoraggia le generalizzazioni statiche al contrario, le osservazioni dovrebbero essere circostanziate, nel tempo e nel contesto. 

Ad esempio: invece di dire "Alex è un calciatore scadente",  si può dire "Alex non ha segnato nemmeno un gol in 20 partite". Scadente è un giudizio sulla persona, non ha segnato un gol in 20 partite è una semplice osservazione.   

COME SI FA? 

Esercizio pratico:

  1. Seguendo l’esempio di Alex, sopra indicato, prova ad osservare cosa accade    alle tue relazioni quando mescoli osservazione e valutazione